"Il
testo che ci propone Pietro Turano contribuisce senz’altro
a riempire un vuoto della storia sociale e ad avviare
inediti itinerari di ricerca storica ancora poco esplorati
come il gioco, il cui valore storico, nella ricostruzione
non solo di una storia dell’infanzia ma anche
nella lettura dei modi di socializzazione e di occupazione
del tempo libero dell’uomo, è una scoperta
del Novecento e della nuova storiografia annalistica
che, tuttavia, non ha ancora trovato una certa organicità
e sistematicità negli studi e nella ricerca.
I motivi di tale ritardo sono da ricondurre a due ragioni
fondamentali.
La prima è da rintracciare in una sottovalutazione
del gioco che non è stato adeguatamente apprezzato,
tanto è vero che solo da poco più di un
secolo è stato considerato un tema significativo
di ricerca e dibattito psicologico e antropologico.
La seconda motivazione è da individuare nella
scarsità di testimonianze, nella fragilità
degli oggetti che possono servire da reperti, nel silenzio
e nel carattere sommario delle fonti, nella natura ibrida
del gioco stesso, sospeso tra attività puerile,
esperienza partecipata da grandi o piccoli che rendono
complessa una ricerca finalizzata alla sua ricostruzione
e catalogazione.
In
conseguenza di ciò, la storia del gioco e dei
giocattoli non ha avuto un’elaborazione sistematica
ed unitaria anche se esistono studi settoriali, mostre
altrettanto specifiche con buoni cataloghi, analisi
cross cultural di singoli giochi. La meticolosa ricostruzione
dei giochi popolari, realizzata da Pietro Turano, consente
di catalogare e protocollare un capitale prezioso della
cultura locale. I giochi all’aperto, infatti,
non solo testimoniano condotte, voci, modalità
dello stare insieme, ma dicono anche come in tale cultura
vi siano depositi di microstoria, segni di rapporti
sociali, traduzione nella Weltanshauung infantile di
modi di vita dei grandi e versione di tale concezione
nella fantasia e nell’ironia della situazione
ludica. L’opera ha un pregevole valore da un punto
di vista storico e culturale e si presta a trovare un
posto significativo non solo nella biblioteca dello
studioso ma anche nelle aule scolastiche in quanto offre
agli insegnanti e agli allievi una preziosa occasione
per dare allo studio della storia un taglio più
attuale, interessante e vivo”.